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Septoriosi

SEPTORIA LYCOPERSICI

Il patogeno si conserva sui residui di piante di pomodoro infetti e su piante spontanee. La diffusione dei conidi è favorita dall’azione combinata dell’acqua piovana e del vento. La penetrazione del fungo nella pianta avviene generalmente per via stomatica e il periodo di incubazione è di 10-15 giorni; la sua propagazione sulla coltura risulta facilitata dall’innalzamento dei valori dell’umidità ambientale per piovaschi anche di breve durata e rugiade notturne con temperature comprese tra 15 e 28° C (anche se l’optimum si attesta attorno ai 25° C). Pur essendo soggetta a numerose variazioni, in funzione delle condizioni climatiche, la septoriosi si manifesta in modo più intenso e frequente nella pianura padana verso la fine della coltura (comunque dopo l’allegagione dei primi frutti), contribuendo al naturale decadimento delle piante, di cui interessa le foglie più vecchie. Nel meridione rappresenta invece una patologia tipica della primavera danneggiando soprattutto le piantine in fase di sviluppo iniziale di cui compromette seriamente lo stelo.

Parti attaccate e sintomatologia
La parte di pianta interessata è generalmente la foglia su cui si manifesta con sintomi differenti:
• macchie necrotiche e circolari di 2-4 mm, di colore grigio che talora presentano una punteggiatura al centro determinata dai picnidi del fungo e che evolvono inscurendo al proprio margine; interessano prevalentemente le foglie adulte che disseccano e cadono.
• macchie brune di circa 1 mm di diametro, circoscritte ed uniformi facilmente confondibili con quelle prodotte da Xanthomonas campestris pv. vesicatoria.
• macchie estese, di color tabacco che raramente evidenziano i picnidi e vengono spesso confuse con quelle prodotte da Alternaria solani, anche se manca la zonatura concentrica.

In qualunque forma si manifesti, la presenza di Septoriosi determina il disseccamento della foglia e la spogliazione della pianta.
In condizioni di diffusione avanzata, lesioni necrotiche possono comparire anche su fusti e piccioli che non subiscono danni funzionali consistenti in quanto le lesioni interessano solo i tessuti superficiali. Altrettanto superficiale, per quanto raro, risulta l’interessamento dell’epidermide dei frutti.

Danni
La Septoriosi veniva ricordata in letteratura come patologia grave e frequente; attualmente risulta relativamente poco diffusa, anche per la difficoltà di una individuazione empirica, e comunque scarsamente dannosa. È stata rilevata una differente suscettibilità varietale nei confronti del fungo.

Strategie di difesa
Il principale mezzo di lotta agronomica consiste nell’asportazione dei residui colturali infetti e nell’evitare il ristoppio della coltura.