Radice suberosa - Saipansrl.it

Radice suberosa

PYRENOCHAETA LYCOPERSICI

Il parassita persiste nel terreno per diversi anni ed è facilitato in ciò dalla presenza di micelio sulle radici che rimangono nel terreno a fine coltura.
Specie coltivate (cucurbitacee, leguminose, ecc.) e infestanti costituiscono ottimi mezzi di conservazione del fungo. Un tempo circoscritta alle coltivazioni serricole, la radice suberosa ha assunto carattere di endemicità soprattutto in alcuni areali di produzione del pomodoro al Sud (Puglia). L’adattabilità del fungo, con i suoi differenti biotipi, nei confronti delle temperature è molto ampia ed è compresa tra 14 e 30° C. L’infezione interessa soprattutto i trapianti tardivi.

Parti attaccate e sintomatologia
La parte della pianta più colpita è rappresentata dalle radici. La malattia si evidenzia con sintomi necrotici, di suberificazione stratificata, che degenerano in fessurazioni longitudinali del tessuto corticale della radice e, talvolta, della zona del colletto. Dai tessuti non interessati dal patogeno si differenziano radici avventizie che rendono talvolta possibile la sopravvivenza della pianta.

Danni
La malattia induce un precoce invecchiamento della pianta e un suo ridotto sviluppo per la drastica riduzione della funzionalità dell’apparato radicale. In corrispondenza di periodi con temperature particolarmente elevate la parte aerea avvizzisce e le foglie basali disseccano. Queste turbe fisiologiche portano ad una drastica riduzione della produzione.

Strategie di difesa
La lotta agronomica può limitare i danni, ma non risolvere il problema. Questa consiste, oltre che nell’ampliamento delle rotazioni colturali per diminuire la carica di inoculo del fungo, nell’asportazione dei residui radicali, nell’attuazione di turni con volumi ridotti di irrigazione e nella rincalzatura delle piante per facilitare l’emissione delle radici avventizie.
Nella pratica si ricorre a piante resistenti oppure all’impiego di prodotti chimici di disinfezione del terreno.

Lotta biologica
Trattamenti con trichoderma hartianum e bacillus subtilis